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giovedì 10 gennaio 2019

Attraversare un buco nero : Una possibilità!


Un buco nero rotante è attraversabile!

L'idea che un buco nero possa essere il portale per un'altra regione dello spazio-tempo, la porta di accesso all'iperspazio o addirittura il modo per oltrepassare le barriere del tempo spostandosi nel passato o nel futuro, ha sempre affascinato l'uomo. 
Sia in ambito cinematografico, che letterario-fantascientifico troviamo molti esempi di astronavi che cercano di accedere ad un buco nero al fine di spostarsi nell'iperspazio.
I buchi neri restano uno dei misteri più complessi del nostro universo. Tutti gli appassionati sanno che il buco nero nasce come conseguenza del collasso gravitazionale di alcuni tipi di stelle che morendo accumulano tutta la loro massa in un solo punto formando quella che viene definita una "singolarità"che possiede densità infinita e che provoca un "buco" nel tessuto dello  spazio-tempo.

grafico del buco nero
Questo grafico descrive la tensione fisica sul telaio in acciaio della navicella mentre precipita in un buco nero rotante. L'inserto mostra uno zoom-in dettagliato 
per tempi molto lunghi. La cosa importante da notare è che la tensione aumenta drammaticamente vicino al buco nero, ma non cresce indefinitamente. Pertanto, il veicolo
 spaziale e i suoi abitanti possono sopravvivere al viaggio.
KHANNA / UMASSD

Nel passato si pensava che qualsiasi veicolo attraversasse un buco nero ne sarebbe stato distrutto immediatamente come conseguenza della di quelle che vengono definite "stiramento e spremitura" della materia, eventi che portano alla fine ad una sorta di vaporizzazione dell'oggetto che è entrato nel buco nero.  La novità che oggi apprendiamo grazie allo studio condotto presso l'università del Massachusetts Dartmouth e  del Georgia Gwinnett College è affascinante, secondo questo studio si può ipotizzare che se una navicella attraversasse un buco nero di tipo rotante ( come Sagittarius A che si trova al centro della nostra galassia) potrebbe affrontare forze molto deboli che gli consentirebbero di non subire particolari effetti sulle astronavi , potrebbero permettere pertanto un attraversamento
 sicuro ...( esattamente come visto nel film Interstellar , che non a caso è stato scritto da Kip thorne , premio Nobel per la fisica .
Basandosi sul lavoro svolto dal fisico Amos Ori due decenni prima, la studentessa Caroline Mallary(link) ha costruito un modello al computer che ha catturato la maggior parte degli effetti fisici essenziali su un veicolo spaziale.

Il centro di un buco nero rotante, anche detto buco nero di Kerr, infatti è esattamente come il centro dell'occhio di un uragano, secondo questo studio quindi il centro del buco nero è un luogo "pacifico"
 Gli effetti della singolarità quindi non sarebbero rilevati dagli occupanti di una eventuale navicella.
Gli studi di Mallary però fanno riferimento a buchi neri rotanti che non subiscono influenze gravitazionali da altre stelle o da altra materia che sta precipitando al suo interno. Purtroppo la maggioranza dei buchi neri rotanti  pero' subisce di queste influenze e quindi molto potrebbe cambiare rispetto a quanto è stato simulato, sarà  pertanto necessario che la ricercatrice  faccia nuove simulazioni molto più complesse per avere una idea più realistica degli effetti di un buco nero rotante su una astronave.

martedì 16 febbraio 2016

Viaggio nel tempo : Un segnale?


Dopo l'annuncio del'individuazione delle onde gravitazionali, increspature dello spazio-tempo, molti seguaci della teoria del viaggio nel tempo si sono affrettati a sottolineare che questa nuova spettacolare scoperta, potrebbe aprire alla verifica di tutta una serie di teorie, tra cui il viaggio nel tempo.

NASA Image
Queste increspature nel tessuto dello spazio-tempo,si sono create dalla fusione di due buchi neri super massicci 1,3 miliardi di anni fa e durante una recente conferenza stampa  il fisico KIP THORNE , noto tra l'altro per per essere stato il produttore esecutivo del film "Interstellar", co-fondatore del LIGO
( l'interferometro attraverso il quale si è trovate le onde gravitazionali), ha tenuto a ribadire che questa sensazionale scoperta non implica direttamente che sia possibile viaggiare nel tempo. Insomma, i fisici, come
giusto che sia, non si sbilanciano e anzi in alcuni casi tendono a sminuire.


 Sono di un diverso punto di vista, invece, alcuni di questi scienziati  legatissimi all'ortodossia  scientifica, che in ambiti non accademici e magari davanti ad un bicchiere di buon vino , esprimono concetti  molto meno ortodossi , spingendosi talvolta, a ipotizzare teorie alquanto "esotiche" e fuori dai consueti schemi.


Durante alcune di queste conversazioni, mi è capitato di essere testimone di veri e propri "voli pindarici" che hanno portato alcuni di questi accademici a ipotizzare scenari che francamente non mi sarei mai aspettato. Il viaggio nel tempo non è ormai più confinato ai libri di fantascienza,  ma dopo essere approdato alla fisica teorica, ormai molti anni fa, e dopo che alcune di queste teorie hanno avuto riconoscimento "scientifico", sarebbe giunto il momento del passo successivo....La posa in opera di un artefatto ingegneristico, che miri a verificare la veridicità delle teorie pubblicate. In realtà le energie in ballo sono ancora troppo "importanti" da poter essere sviluppate, ma i percorsi che si stanno sviluppando in alcune università e centri di ricerca europei e americani viaggiano nella giusta direzione.


 I viaggi nel tempo sono per ora molto lontani, ma l'ultima scoperta sulle onde gravitazionali, come le ultime di meccanica quantistica , cominciano a far aprire gli occhi a scienziati che iniziano ad avere una comprensione più profonda dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo, nella speranza che forse un giorno si potrà  avere una visione più unitaria dell'esistenza.

giovedì 11 febbraio 2016

Onde gravitazionali: Einstein colpisce ancora.

illustration of gravitational waves
Adesso è una certezza, gli interferometri statunitensi LIGO(Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory ) , posizionati a Hanford, Washington ed a Livingston, Louisiana, hanno percepito il "sussulto" dell'universo. Le onde gravitazionali, increspature dello spazio tempo, ipotizzate da Albert Einstein più di 100 anni fa, hanno finalmente un riscontro.

La pubblicazione sulla prestigiosa rivista "SCIENCE" , ha apposto un sigillo di ufficialità alla rilevazione.
In realtà  diversi erano i rumors riguardo l'importantissima scoperta che sarebbe stata effettuata il 14 settembre 2015 alle 9.50.45 tempo universale e che solo negli ultimi giorni è trapelata attraverso anticipazioni giornalistiche provenienti da fonti interne l'ambito scientifico.
Ma andiamo per gradi.....

Le onde gravitazionali
Le onde gravitazionali sono increspature nel tessuto dello spazio-tempo. Lo spazio-tempo deve essere immaginato come un tappeto di gomma , che subendo la pressione di masse, quali i pianeti, le stelle o gli stessi esseri umani presenti sulla nostra terra, si deforma sotto il "peso"(di queste masse appunto).
Modello computerizzato della fusione dei due buchi neri che hanno generato le onde gravitazionali che sono state rilevate (Ligo)
Affinché le onde gravitazionali siano rintracciabili, è necessaria l'interazione di oggetti di massa considerevole, come i buchi neri. L'occasione , in questo caso si è avuta , quando due enormi buchi neri che circa 1,3 miliardi di anni fa che, dopo aver cambiato direzione, si sono rivolti alla velocità della luce uno verso l'altro. Due masse pari a 24 e 36 volte il sole , sono arrivate all'impatto e hanno generato una enorme onda gravitazionale , che cinque mesi fa è arrivata sino al nostro pianeta e più precisamente ai nostri rilevatori .
 I due buchi neri si sono fusi in uno solo della massa di 62 masse solari , tre masse solari in meno della somma delle due . La massa mancante si è convertita in radiazione gravitazionale , come previsto dalla famosa formula E=Mc2 ed ha generato una invisibile bomba atomica , che in un decimo di secondo ha brillato più di tutte le stelle di tutte le galassie dell'universo.  In linea di principio , secondo Bruce Allen membro LIGO presso l'Istituto Max Planck per la fisica gravitazionale ad Hannover, in Germania,
 questa rilevazione avrebbe indirettamente dato la prova dell'esistenza effettiva dei buchi neri, in quanto solo un oggetto come un buco nero può comprimere tanta massa e possedere cosi tanta energia gravitazionale "pura" in uno spazio cosi ridotto. Questa esplosione invisibile , secondo KIP Thorne, un teorico al Caltech gravitazionale che ha giocato un ruolo di primo piano nello sviluppo del LIGO "E 'di gran lunga l'esplosione più potente mai rilevata dagli esseri umani dopo il big bang".
Interferometro

Interferometro è uno strumento di rilevazione che serve a studiare gli effetti di composizione delle onde(fonte Wikipedia), in questo caso , l'interferometro LIGO, aveva il compito di percepire e misurare le onde gravitazionali che hanno attraversato la terra, provenienti dal profondo universo  generate dall'urto dei buchi neri di cui sopra.
Il LIGO è una enorme e precisissima struttura a forma di L , possiede la capacità di rilevare un'unda gravitazionale che , secondo l'ipotesi rilevata, espande la terra di  1/100.000 di nanometro (sempre per l'effetto della deformazione del tessuto dello spazio-tempo)...La larghezza di un nucleo atomico!!! grazie a questo strumento , l'affidabilità della rilevazione e di conseguenza della scoperta ha superato lo standard "Cinque Sigma ".

CINQUE SIGMA
Per descrivere il grado di certezza di una scoperta, si utilizza questa dicitura che corrisponde, all'incirca, alla probabilità di ottenere i dati trovati e rilevati dal LIGO, nel caso in cui le onde gravitazionali non esistano....non è semplice spiegare questo grado si probabilità, ma per ottenere un grado di affidabilità cosi alto, bisogna avere livelli di precisione nelle misurazioni fuori dall'ordinario in particolare quando si tratta di cosmologia.
In questo progetto, una eccellenza Italiana, si occuperà di provare a verificare la scoperta rilevando anch'esso le onde gravitazionali. L'interferometro "VIRGO" , che si trova a cascina, vicino Pisa, infatti, proverà entro l'anno a compiere le misurazioni del LIGO.
Non vi è dubbio che questa scoperta concederà il premio nobel per la fisica a qualcuno degli attori protagonisti di questa incredibile avventura che dura da ormai 100 anni. Sarà il fisico KIP Thorne (il teorico che ha ispirato il film INTERSTELLAR), forse sarà WEISS, il fisico che ha, nel 1972, ha sviluppatp il primo progetto del LIGO, oppure  gli attuali fisici che hanno rilevato l'onda gravitazionale. Vedremo in futuro dove andrà questo premio, frutto delle ispirazioni romantiche , dell'intelligenza , della sete di conoscenza e sopratutto della perseveranza , di tanti uomini e donne che nel corso degli anni si sono succeduti in questa ricerca lunga un secolo.

lunedì 20 luglio 2015

Un wormhole nella Via Lattea[VIDEO]


Il problema principale per i cosmologi, ma più in generale per i fisici, che approcciano alla teoria dei Wormhole, è probabilmente  la difficoltà che si incontra a teorizzare un tunnel Spazio-Tempo "stabile e navigabile". Difatti , mentre i Wormhole sono un dato di fatto scientifico(almeno dal punto di vista teorico....
Einstein insegna!), la possibilità di attraversarli diventa il vero dramma della riproduzione teorica del fenomeno.
Simulazione del Wormhole

Avere un wormhole "stabile e navigabile" infatti, non sembra allo stato dei fatti possibile, in quanto occorrerebbero energie "negative" "iniettate" all'interno del tunnel per far si che lo stesso rimanga aperto un tempo sufficientemente  lungo per permettere il passaggio della materia.

 Purtroppo questa energia , non ancora nota, dovrebbe essere generata da un tipo di materia "esotica" e  tutti sappiamo che quando in fisica si toccano argomenti di tale natura , rischiamo di passare dalla scienza alla fantascienza! Alcuni scienziati hanno però provato a  ipotizzare scenari "accettabili" dal punto di vista fisico e che non prevedono energie "esotiche". Ad esempio mesi fa alcuni fisici tra cui Luke Butcher presso l'Università di Cambridge hanno ipotizzato come risoluzione l'utilizzo dell'energia prodotta dall'effetto Casimir, per rendere stabile il wormhole.

Premesso questo andiamo all'ipotesi che oggi volgliamo analizzare...Secondo uno studio  pubblicato da Annals of Physics e condotto con la partecipazione della SISSA  di Trieste, in base alle più recenti conoscenze e teorie, la nostra galassia potrebbe essere un enorme tunnel spaziale e, se ciò fosse vero, potrebbe essere "stabile e navigabile."
Gli astrofisici, al fine di proporre questa teoria , hanno combinato le equazioni della relatività generale con una mappa estremamente dettagliata della distribuzione della materia oscura nella Via Lattea.

"Se uniamo la mappa della materia oscura nella Via Lattea con il più recente modello del Big Bang per spiegare l'universo e si ipotizza l'esistenza di tunnel spazio-temporali, ciò che otteniamo è che la nostra galassia potrebbe davvero contenere uno di questi tunnel , e che il tunnel potrebbe anche essere della dimensione  della galassia stessa. Ma c'è di più ", spiega Paolo Salucci, astrofisico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e un esperto di  materia oscura. "Potremmo anche viaggiare attraverso questo tunnel, dal momento che, in base a nostri calcoli, potrebbe essere navigabile. Proprio come quello che abbiamo  visto tutti nel recente film 'Interstellar'." Salucci è tra degli autori dell'articolo recentemente pubblicato in Annals of Physics.

"Ovviamente non stiamo sostenendo che la nostra galassia è sicuramente un wormhole, ma semplicemente che, secondo i modelli teorici, questa ipotesi è una possibilità."  Salucci ha aggiunto che lo studio è interessante anche perchè mostra aspetti completamente nuovi della materia oscura, aspetti che potrebbero in futuro aiutarci a comprendere la natura di questo tipo di materia.  "La materia oscura" , aggiunge Salucci, "potrebbe essere 'un'altra dimensione', forse anche un importante sistema di trasporto galattico. In ogni caso, abbiamo davvero bisogno di iniziare a chiederci di cosa si tratta."
Fonte: Wormhole con Effetto Casimir
           Sissa Trieste
           Annals of Physics
         

domenica 14 giugno 2015

L'implicazione "mind-Bending" dell'interpretazione di Copenhagen

Con mind-Bending, si intende un concetto, una riflessione mentale, che sorprende fino quasi a generare una riflessione sconvolgente. In questo senso , il concetto che andiamo ad introdurre, porta veramente la mente a "viaggiare" verso riflessioni "astruse".
 Nella studio scientifico della natura , la fisica quantistica , ha un ruolo di primo piano. La fisica moderna viene "interpretata" attraverso alcuni modelli  e l'interpretazione principalmente utilizzata oggi è quella di Copenhagen, che ha come principio fondamentale quello del collasso della funzione d'onda. In parole povere , ogni EVENTO esiste come una funzione d'onda, che contiene ogni possibile risultato di tale evento, che "collassa" , restituendo un risultato effettivo, una volta che si è osservato. L'esempio che viene alla mente , è classico, ma rende bene l'idea. Ipotizziamo una stanza buia, bene, secondo l'interpretazione di Copenhagen qualsiasi cosa e tutto ciò che potrebbe essere in quella stanza esiste contemporaneamente in uno stato indeterminato di "sovrapposizione quantistica"!
Questo almeno fino a che qualcuno non entra nella stanza, accende la luce e la osserva. In quell'istante provoca il crollo della funzione d'onda e la realtà si consolida, restituendo all'occhio dell'osservatore una realtà deterministica. L'osservatore quindi "rompe" l'evoluzione dinamica quantistica e causa il collasso della funzione d'onda quantistica , riducendola alla sola alternativa percepita. Molti sono stati i contestatori di questa  interpretazione, ricordiamo però,  il più importante :Hugh Everett III, che nel 1957 , propose la sua Interpretazione a Molti Mondi, dove postula che la funzione d'onda non collassa mai, ma si dirama in mondi paralleli!
La conseguenza è che interpretazione a molti mondi,introduce l'idea che una misurazione o una osservazione abbia come conseguenza la divisione della nostra realtà in molti mondi,in cui diversi risultati sono possibili.
 

sabato 2 maggio 2015

Wormhole per risolvere un paradosso

 Una nuova audace teoria si sta facendo largo tra i fisici teorici. Questa teoria mira a collegare due descrizioni , notoriamente discordanti della natura. Nonostante sia passato un secolo dalla elaborazione della Teoria della Relatività generale, i fisici ancora non riescono a risolvere un problema di incompatibilità tra la "forma"
 dello spazio-tempo di Einstein ( che, seppur risulta  deformato dalla gravità , è senza interruzioni, geometrico) e il modo di occupare questo spazio da parte delle particelle quantistiche, un modo  divisionista, discreto, descritto da probabilità. Per risolvere la questione , Juan Maldacena , fisico presso l'Institute for Advanced Study di Princeton, New Jersey, che ha sviluppato l'idea insieme a Leonard Susskind, ritiene di aver trovato  una scorciatoia che unisce due idee proposte da Einstein nel 1935. Un collegamento tra il paradosso EPR (chiamato cosi per i suoi autori, Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen) e i ponti Einstein-Rosen . Quindi si creerebbe una pseudoformula dove EPR=ER!!! Ma veniamo alla descrizione degli elementi di questa formula:
Paradosso EPR: Cosi come dafinita dallo stesso Einstein, l'"azione spettrale a distanza"   tra le particelle quantistiche(EPR) è un effetto considerato paradossale in quanto ritenuto incompatibile con il principio di LOCALITà , un postulato della relatività ristretta (che considera la velocità della luce la velocità limite alla quale può viaggiare  un qualunque tipo d'informazione). Il paradosso EPR dimostra di fatto l'esistenza dell'Entanglement Quantistico o correlazione quantistica, secondo la quale , lo stato quantico
 di un sistema si può descrivere solo come la sovrapposizione di più sistemi, dove l'osservazione e la misura di uno ne determina l'istantanea misura anche dell'altro . Il risultato, per quanto matematicamente complesso, è semplice: Se due particelle quantiche sono intrappolate, diventano, in effetti, due parti di una singola unità.
Quello che accade a una particella "intrappolata (entangled) accade all'altra, non importa quanto distanti siano!!! Come se riuscissero a comunicare in  maniera istantanea ,  violando quindi il principio di Località!
Wormhole o Ponte di Einstein-Rosen : Stelle e galassie nello spazio-tempo che possono , in teoria, creare cavità e persino buchi nel tessuto dello spazio-tempo e formare quello che è stato definito come ponte di Einstein-Rosen, che conduce ad un universo speculare sull'altro lato (Einstein e Rosen 1935). Sono questi buchi che possono rendere  possibile il viaggio nel tempo. Secondo Einstein e Rosen, nella parte superiore del foro vi è un "bocca" e al suo centro una "gola". Il foro non porta ad un fondo, ma si apre  all'altra estremità, formando un'altra "bocca", che conduce ad un universo specchio. Essenzialmente è una "scorciatoia" da un punto dell'universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Questa relazione tra il paradosso EPR e ER sarebbe alla base della teoria che  sarebbe alla base di questa sorta di connettività spaziale che letteralmente "cucerebbe lo spazio insieme"....Secondo i fisici "In altre parole, la struttura solida e affidabile dello spazio-tempo è dovuto alle caratteristiche spettrali di entanglement", questo rappresenterebbe la soluzione per far combaciare la gravità con la meccanica quantistica. Il concetto di Entanglement giocò un ruolo chiave nel 1974 quando S.Hawking scoprì che i buchi neri erano in grado di "evaporare. Questa scoperta aprì una domanda fondamentale, nel mondo della fisica: Se il buco nero evapora nel nulla,cosa accade al contenuto informativo della materia che vi è caduto dentro?
Questa domanda è importante sopratutto in considerazione del fatto che le regole della meccanica quantistica proibiscono la distruzione completa delle informazioni. Quindi, in definitiva, le informazioni finite nel buco nero , sono perse per sempre o si sono solo "traformate"? La risoluzione a questo enigma fu data alcuni anni più tardi, quando, Leonard Susskind fece una scoperta che sconvolse per primo lui , trovò infatti che tutte le informazioni che cadono in un buco nero vengono intrappolate in un orizzonte degli eventi bidimensionale , orizzonte che segna il punto di non ritorno. In definitiva si può dire che tutte le informazioni vengono codificate in forma quasi "olgrafica" all'interno dell'orizzonte degli eventi, un po come se i bit necessari a codificare la vostra casa venissero archiviati sulla superficie bidimensionale di una parete.
Ma ora arriva la parte più difficile che porta a  comprendere come Juan Maldacena ha potuto collegare EPR e ER....Secondo la cosmologia attuale, quando qualcosa viene inghiottita da un buco nero , come risultato si ha una emissione di radiazione di Hawking (una radiazione termica che si ritiene sia emessa dai buchi neri a causa degli effetti quantistici). Ogni emissione di una radiazione di Hawking , è composta da una coppia di particelle Entangled (correlate). Di questa coppia , una particella uscente fugge e viene emessa come un quanto di radiazione  di Hawking e una particella in caduta viene inghiottita dal buco nero. Il problema a questo punto è che interrompere immediatamente l'intreccio tra le due particelle , genererebbe l'emissione una quantità immensa di energia, Juan Maldacena e Leonard Susskind hanno suggerito una soluzione a questo problema con la sopra citata relazione ER = EPR, ovvero che le particelle in uscita e in caduta sono in qualche modo collegati da wormholes, e quindi non sono sistemi indipendenti!
Ecco il cuore della loro tesi: Se l'orizzonte degli eventi di un buco nero è , come prevede la relatività, un luogo apparentemente normale e liscio , le particelle in uscita  dal buco nero devono essere intrecciate(entangled) con le particelle cadute nel buco nero. Eppure, per non perdere le informazioni, le particelle in uscita dal buco nero devono essere intrecciate(entangled) con le particelle che hanno lasciato molto tempo fa e sono ora sparse su una nebbia di radiazione di Hawking. Tutto ciò, per le attuali conoscenze cosmologiche, non si può verificare. Questo ha spinto Susskind e Maldacena  a ipotizzare che , in realtà, le particelle su entrambi i lati del confine dell'orizzonte degli eventi  possono essere collegati da un tunnel, dove le particelle ancora all'interno del buco sono direttamente collegate a particelle che hanno lasciato molto tempo fa, non c'è bisogno  di passare attraverso l'orizzonte degli eventi .

domenica 8 marzo 2015

un rilevatore per le onde gravitazionali?

Nonostante centinaia di anni di studi, gli scienziati non hanno ancora sviluppato una teoria in grado di spiegare nei minimi dettagli la gravità. La teoria più accreditata suggerisce che questa venga veicolata per mezzo di particelle chiamate gravitoni ,  ma nessuno è stato in grado di dimostrare che esistono. In un suo articolo pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, James Quach, ricercatore presso l'Università di Tokyo,ritiene che le onde gravitazionali potrebbero essere rilevate con degli  specchi che, praticamente, siano in grado di "riflettere" la gravità, come teorizzato gia in passato. Per l'esperimento verrebbero utilizzati degli specchi composti da superconduttori che, raffreddati quasi allo zero assoluto, potrebbero rivelare i gravitoni. La teoria nasce dall'effetto Casimir, secondo il quale, due fogli di metallo  collocati l'uno vicino all'altro nel vuoto, si attraggono.
 Questo avviene perché i fogli riflettono le onde elettromagnetiche, le stesse onde rimangono all'esterno dello spazio tra i fogli ed esercitano una leggera forza che li spinge. Partendo dall'effetto Casimir ,lo scienziato Quach , ha sviluppato l'esperimento teorico di cui sopra.


Fonti:P.R.L. 
         ARXIV

sabato 22 marzo 2014

La corea del Nord lancia 30 missili - The North Korean missile launches 30


30 missili a corto raggio lanciati dalla Corea del Nord.
 Secondo fonti della Corea del Sud, la Corea del Nord sabato mattina, dalla costa sud-orientale del paese, ha lanciato 30 missili a corto raggio. Il lancio è iniziato alle 04.00 e i razzi hanno volato per circa 60 chilometri prima di cadere in mare. Probabilmente questi lanci sono stati effettuati come "sfida" dopo le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud dei giorni scorsi.
--- English Version --- 
30 short-range missiles launched from North Korea. According to sources in South Korea, North Korea on Saturday morning, the south-east coast of the country, has launched 30 short-range missiles. The launch started at 4:00 and rockets flew for about 60 miles before falling into the sea. Probably these launches were carried out as a "challenge" after joint military exercises between the U.S. and South Korea in recent days.

mercoledì 19 marzo 2014

Photo of the day

Louis de Broglie (Dieppe,15 agosto 1892 – Louveciennes,19 marzo 1987)
De Broglie, con la sua tesi di dottorato, impose all'attenzione del mondo scientifico le sue innovative teorie sul dualismo onda-particella della materia, aspetto fondamentale nell'ambito della meccanica quantistica, per il quale vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1929.
--- English Version ---
Louis de Broglie (Dieppe, August 15, 1892 - Louveciennes, March 19, 1987) 
De Broglie, with his doctoral thesis, came to the attention of the scientific world his innovative theories on wave-particle duality of matter, which is critical in the context of quantum mechanics, for which he won the Nobel Prize for physics in 1929 .

Inflazione cosmica=Multiverso? - Cosmic inflation = Multiverse ?

Tutti avranno ormai sentito la notiziache, se confermata, sarà sicuramente motivo di un premio Nobel.Lunedi 17 marzo gli scienziati hanno annunciato di aver avuto la prima prova dell'inflazione cosmica — un periodo di rapida espansione che si è verificata una frazione di secondo dopo il Big Bang — si è giunti a questo risultato verificando l'esistenza delle onde gravitazionali primordiali ,increspature nello spazio-tempo,essi fornirebbero la prova che lo spazio-tempo si è ampliato a molte volte la velocità della luce subito dopo il Big Bang. Fin qui le notizie che hanno riportato tutti. Questo apre la strada anche all'idea che il nostro universo è solo uno dei tanti,l'idea di Multiverso appunto. Questa teoria postula che, quando l'universo è cresciuto esponenzialmente nella prima frazione di secondo dopo il Big Bang, alcune parti dello spazio-tempo si sono espanse più rapidamente rispetto ad altre. Questo potrebbe avere creato "bolle" dello spazio-tempo che in seguito ha sviluppato altri universi ogniuno con le proprie leggi fisiche. Come riporta Space.com. Secondo Alan Guth, un fisico teorico del MIT,che circa 30 anni fa teorizzo l'inflazione con non poco scetticismo dei suoi colleghi "È difficile costruire modelli di inflazione che non conducono a un multiverso", aggiungendo che la maggioranza dei modelli di inflazione conduce alla teoria del Multiverso,che va presa molto sul serio. Alle parole di Guth si aggiungono quelle di Andrei Linde fisico teorico della Stanford University "Nella maggior parte dei modelli di inflazione, se l'inflazione c'è, allora il multiverso è lì".
--- English Version ---
 Everyone will have heard by now the notiziache , if confirmed, will definitely cause for a prize Nobel.Lunedi March 17 scientists announced to have had the first evidence of cosmic inflation - a period of rapid expansion that occurred a fraction of a second after the Big Bang - it has come to this result by checking the existence of primordial gravitational waves , ripples in space-time , they would provide evidence that space- time has expanded to many times the speed of light just after the Big Bang. So far, the news reported all . This opens the way to the idea that our universe is just one of many , the idea of ​​the Multiverse in fact. This theory postulates that when the universe has grown exponentially in the first fraction of a second after the Big Bang , some parts of space-time have expanded more rapidly than other . This could have created "bubbles" of space-time which later developed other universes, each one with its own physical laws. As reported by Space.com . According to Alan Guth , a theoretical physicist at MIT, about 30 years ago theorized that inflation with no little skepticism of his colleagues " It is difficult to construct models of inflation that do not lead to a multiverse ," adding that the majority of models of inflation leads to theory of the Multiverse , which should be taken very seriously . The words are added those of Guth theoretical physicist Andrei Linde of Stanford University " In most models of inflation, if inflation is there, then the multiverse is there."

martedì 18 marzo 2014

Esiste più di un universo? - Is there more than one universe?


Secondo il fisico Brian Greene molti teorici stanno prendendo seriamente la possibilità dell'esistenza di un multiverso, avvicinandosi all'idea da diverse angolazioni. Esploriamo in sintesi alcune delle teorie:
 1. UNIVERSI A BOLLA Il cosmologo della Tufts University, Alexander Vilenkin, dice che dopo il Big Bang potrebbero aver iniziato a gonfiarsi delle sacche di spazio creando molti ‘universi a bolla’ isolati.La nostra bolla smise di espandersi, creando determinate condizioni qui nel nostro universo, ma altri continuano a gonfiarsi e hanno proprietà fisiche molto diverse da quelle nell'universo che osserviamo.
2. IL NOSTRO UNIVERSO È UN OLOGRAMMA PROIETTATO DA UN ALTRO UNIVERSO.  La teoria delle stringhe vede l'universo come un mondo composto da stringhe molto sottili e vibranti. Queste stringhe creano l'attrazione attualmente intesa come gravità. Il mondo di stringhe è inteso come un ologramma proiettato da un cosmo con un minor numero di dimensioni, che è più semplice, piatto e senza gravità.
3. UN ENORME VUOTO NELLO SPAZIO POTREBBE ESSERE UN COLLEGAMENTO PER UN ALTRO UNIVERSO Nel 2007 la scoperta di un vuoto nello spazio che si estende per un miliardo di anni luce ha lasciato gliscienziati perplessi. Poi un altro vuoto di 3,5 miliardi di anni luce è stato scoperto nel 2009. Questi vuoti non possono essere spiegati con l'attuale comprensione della struttura ed evoluzione dell'universo. Vuoti di queste dimensioni non si sarebbero potuti formare nel periodo di tempo dopo il Big Bang, avrebbero richiesto molto più tempo per formarsi. Laura Mersini-Houghton, fisico teorico e professoressa associata presso l'Università del North Carolina, ha detto a New Scientist: «È l'inconfondibile impronta di un altro universo oltre il bordo del nostro». Dice che l’intreccio quantistico tra il nostro universo e un altro ha lasciato un vuoto quando gli universi si sono separati
. 4. UNIVERSI PARALLELI CHE POTREBBERO SCONTRARSI GLI UNI CON GLI ALTRI Il Big Bang attualmente teorizzato come l'origine dell'universo, potrebbe essere stato causato da due universi tridimensionali che si sono scontrati in un altro spazio dimensionale. Il Big Bang potrebbe essere stato uno dei tanti Big Bang - la creazione dell'universo potrebbe essere ciclica - secondo Paul Steinhardt, professore di fisica presso la Princeton University, e Neil Turok, direttore del Perimeter Institute di Ontario in Canada. La loro teoria si basa in parte sulla teoria delle superstringhe. Sono citate nella descrizione del loro libro Universo senza fine. Oltre il Big Bang: «Sosteniamo che quello che pensiamo come il momento della creazione facesse semplicemente parte di un ciclo infinito di collisioni titaniche tra il nostro universo e un mondo parallelo».
--- English Version ---
According to the physicist Brian Greene many theorists are taking seriously the possibility of the existence of a multiverse , approaching the idea from different angles. Let's explore some of the theories in brief :
 1 . BUBBLE UNIVERSE The Tufts University cosmologist Alexander Vilenkin , says that after the Big Bang may have begun to swell the pockets of space, creating many ' bubble universes ' isolati.La our bubble ceased to expand, creating certain conditions here in our universe , but others continue to swell and have physical properties very different from those we observe in the universe .
2 . OUR UNIVERSE IS A HOLOGRAM PROJECTED FROM ANOTHER UNIVERSE . String theory sees the universe as a world composed of very thin and vibrating strings . These strings create the attraction of gravity as currently understood . The world of strings is intended as a hologram projected from a cosmos with a smaller number of dimensions , which is more simple , flat and without gravity.
3 . A HUGE EMPTY SPACE MAY BE A LINK TO ANOTHER UNIVERSE In 2007, the discovery of an empty space that extends a billion light years left gliscienziati perplexed. Then another vacuum of 3.5 billion light years was discovered in 2009. These voids can not be explained with the current understanding of the structure and evolution of the universe. Voids of this size could not have been formed in the period of time after the Big Bang , they would have taken much longer to form. Laura Mersini - Houghton , a theoretical physicist and associate professor at the University of North Carolina , told New Scientist : "It is the unmistakable imprint of another universe beyond the edge of ours." He says that quantum entanglement between our universe and another has left a void when the universes are separated
. 4 . PARALLEL UNIVERSE THAT COULD BE WITH EACH OTHER clash The Big Bang currently theorized as the origin of the universe, may have been caused by two -dimensional universes that collided into another dimensional space . The Big Bang may have been one of the many Big Bang - the creation of the universe could be cyclical - according to Paul Steinhardt , a physics professor at Princeton University and Neil Turok , Director of Perimeter Institute in Ontario Canada . Their theory is based in part on the theory of superstrings. They are mentioned in the description of their book universe without end. Beyond the Big Bang : " We argue that what we think of as the moment of creation did simply part of an infinite cycle of titanic collisions between our universe and a parallel world ."

sabato 15 marzo 2014

Fisica: Un trattato del 1200 parla di Multiverso? - Physics: A treatise in 1200 speaks of the Multiverse?

Tom McLeish , un fisico presso la Durham University, Regno Unito, ed i suoi colleghi hanno applicato la matematica ad un trattato del 1225 sulla luce, chiamato, "De Luce" , scritto dal filosofo medievale Roberto Grossatesta . Il testo è stato tradotto in equazioni moderne e i fisici sono rimasti sorpresi nello scoprire che il filosofo poneva questioni cosmologiche ed implicazioni filosofiche del tutto moderne e attuali.
"Abbiamo cercato di scrivere in matematica quello che ha detto in parole latine", dice McLeish. Grossatesta aveva studiato le opere di Aristotele che spiegavano il moto delle stelle. In "De Luce" , Grossatesta ha proposto che l'universo concentrico sia iniziato con un lampo di luce, che ha spinto tutto verso l'esterno da un piccolo punto in una grande sfera, definisce inoltre lo "stato perfetto", uno stato in cui la coppia luce-materia ha raggiunto una densità minima in cui ha cominciato ad emettere un nuovo tipo di luce definita dal filosofo "Lumen". Questo processo molto complesso spiegato da Grossatesta, analizzato dai fisici e riprodotto al computer , genera un modello matematico  analogo al modo in cui i cosmologi moderni usano osservazioni della radiazione cosmica di fondo , la radiazione residua del big bang. Secondo il cosmologo Avi Loeb del Centro Harvard-Smithsonian per l'Astrofisica di Cambridge, il modello cosmologico di Grossatesta  è ben definito. All'insaputa del filosofo medioevale, il suo universo predice una delle possibilità più sconcertanti in cosmologia: il multiverso. I modelli attuali sono d'accordo con le osservazioni solo se determinati parametri assumono particolari valori, gli scienziati chiamano questo il problema messa a punto e un modo per risolverlo è quello  che ci deve essere un numero infinito di universi in cui sono possibili tutti i risultati. Allo stesso modo "l'universo" di Grossatesta , dipende dal suo stato iniziale,cambiando il rapporto nella coppia luce-materia si cambia il numero di sfere concentriche che contiene.
--English version--
Tom McLeish , a physicist at Durham University , UK, and his colleagues have applied mathematics to a 1225 treatise on light, called " De Luce " , written by the medieval philosopher Robert Grossatesta. The text has been translated into equations and modern physicists were surprised to find that the cosmological questions posed philosopher and the philosophical implications of all modern and current.
"We tried to write in mathematics what he said in the Latin words ," said McLeish . Grossatesta had studied the works of Aristotele, who explained the motion of the stars. In " De Luce " Grossatesta has proposed that the universe is concentric started with a flash of light , which pushed everything to the outside by a small point in a big ball , also defines the " perfect state ," a state in when the couple light-matter density has reached a minimum when he began to issue a new type of light as defined by the philosopher " Lumen " . This very complex process explained by Grossatesta , analyzed by physicists and play on the computer, generates a mathematical model similar to the way in which modern cosmologists use observations of the cosmic microwave background , the radiation left over from the big bang. According to the cosmologist Avi Loeb of the Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics in Cambridge, the cosmological model of Grossatesta is well defined . Unbeknownst to the medieval philosopher , his universe predicts a possibility of the most baffling in cosmology : the multiverse. Current models agree with the observations only if certain parameters take particular values ​​, scientists call this the problem setup and a way to resolve it is that there must be an infinite number of universes in which all results are possible . Similarly the " universe " of Grossatesta , depends on its initial state, changing the relationship in the couple light-matter alters the number of concentric spheres it contains.



venerdì 14 marzo 2014

Materia oscura: Estinzione dei dinosauri? - Dark Matter: Dinosaur Extinction?


Secondo i fisici teorici Lisa Randall e Matthew Reece, della Harvard University di Cambridge, sarebbe una ipotesi plausibile che l'estinzione dei dinosauri sia la conseguenza di uno sciame di comete attratte dal nostro sole,nel suo pellegrinaggio intorno alla galassia(via lattea). In particolare l'ipotesi è che, il muoversi attraverso la galassia del sole, lo abbia condotto in zone dove la presenza di materia oscura, definita  'disco oscuro', abbia provocato una spinta gravitazionale e attratto delle  comete nella nube di Oort. Effettivamente a riprova di questo potrebbe esserci il fatto che i modelli fino ad ora studiati non giustificano la presenza di una forza di gravità sufficiente all'effetto descritto. Secondo i ricercatori questo fenomeno potrebbe essere ciclico con una periodicità di circa 35 milioni di anni come descritto nel Physical Review Letters . Generalmente si ritiene che la materia oscura non interagisca molto con la materia ordinaria, ma i fisici ritengono che una piccola frazione di materia oscura potrebbe comportarsi in modo molto diverso. L'anno scorso, hanno sviluppato una teoria sulla "materia oscura dissipativa" nel tentativo di spiegare segnali di materia oscura provenienti dal centro della galassia come  osservato dal Fermi Gamma-ray Space Telescope. Secondo il loro modello, questo disco oscuro avrebbe uno spessore di circa 35 anni luce(10 parsec) , con una densità di circa 1 massa solare per metro quadrato per anno luce (10 masse solari al quadrato Parsec), quindi sarebbe sufficientemente  denso da far scattare la  pioggia di comete periodiche.
- English Version -
According to theoretical physicists Lisa Randall and Matthew Reece , of Harvard University in Cambridge , would be a plausible hypothesis that the extinction of the dinosaurs is the result of a swarm of comets are attracted by our sun, on his pilgrimage around the galaxy ( Milky Way ) . In particular, the hypothesis is that the moving of the sun through the galaxy , it has resulted in areas where the presence of dark matter , called ' dark disc ' , has caused a gravitational pull, and attracted the comets in the Oort cloud . Indeed, proof of this could be the fact that the models studied so far do not justify the presence of a force of sufficient gravity to the effect described . According to the researchers, this phenomenon could be cyclic with a periodicity of about 35 million years , as described in Physical Review Letters. It is generally believed that dark matter does not interact much with normal matter , but physicists believe that a small fraction of dark matter may behave very differently. Last year , they developed a theory of " dissipative dark matter " in an attempt to explain dark matter signals coming from the center of the galaxy as seen by the Fermi Gamma -ray Space Telescope. According to their model , this disk would obscure a thickness of about 35 light years (10 parsecs ) , with a density of about 1 solar mass per square meter for light-year (10 solar masses per square parsec ) , so it would be dense enough to take the rain of periodic comets .

martedì 11 marzo 2014

Photo of the day

11-marzo-1818 – Mary Shelley pubblica Frankenstein
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11-Mar-1818 - Mary Shelley's Frankenstein public

lunedì 10 marzo 2014

Wormhole e Entanglement quantistico nuove rivelazioni! - Quantum entanglement and wormhole, new revelations!


I Wormholes - Sono scorciatoie che in teoria possono collegare i punti distanti dell'universo e potrebbero essere collegati con il fenomeno misterioso dell'entanglement quantistico, dove il comportamento delle particelle può essere connesso indipendentemente dalla distanza.Gli scienziati hanno a lungo cercato di sviluppare una teoria che può descrivere come funziona il cosmo nella sua interezza. Attualmente, i ricercatori hanno due teorie:la meccanica quantistica e la relatività generale, che possono spiegare i funzionamenti
 dell'universo,esistono inoltre diverse teorie che cercano di accoppiarle. Una previsione della teoria della relatività generale di Einstein postula i wormholes, anche detti ponti di Einstein-Rosen. In linea di principio, il tessuto dello spazio-tempo può comportarsi come una scorciatoia che potrebbe collegare tutti i buchi neri dell'universo, stranamente, la meccanica quantistica ha un fenomeno che può collegare oggetti come elettroni indipendentemente dalla distanza:l'entanglement quantistico. "Questo è vero anche quando gli elettroni sono ad anni luce di distanza," secondo saidKristan Jensen, un fisico teorico presso lo Stony Brook University di New York. Einstein,in disaccordo con l'esistenza di questo fenomeno lo chiamò "azione spettrale a distanza". Tuttavia, numerosi esperimenti hanno dimostrato che l'entanglement  quantistico è reale, e potrà servire come base per avanzate tecnologie nel futuro, come computer quantistici e la crittografia quantistica,praticamentde indecifrabile. "Entanglement è una delle caratteristiche più bizzarre ma importanti della meccanica quantistica",e se l'entanglement dovesse essere collegato con i wormholes,finalmente avremmo scoperto la possibilità di conciliare la meccanica quantistica con la relatività di Einstein. Recentemente, i fisici teorici Juan Martín Maldacena  di Princeton e Leonard Susskind della Stanford University hanno sostenuto che i wormholes sono collegati con entanglement. In particolare, hanno suggerito che  i wormholes sono in ogni
coppia di buchi neri.Maldacena e Susskind hanno suggerito non solo che i wormholes sono buchi neri aggrovigliati, ma hanno sostenuto che l'entanglement, in generale, è legato  ai wormholes. Hanno ipotizzato che le particelle entangled come elettroni e fotoni sono collegati da straordinariamente piccoli wormholes.Jensen e il suo collega fisico teorico  Andreas Karch presso l'Università di Washington a Seattle hanno studiato come le coppie di particelle entangled si comportano in una teoria supersimmetrica , in sostanza, hanno scoperto che l'entanglement e i wormholes possono essere la stessa cosa."Coppie entangled sono le immagini olografiche di un sistema con un wormhole", ha detto Jensen. Una ricerca indipendente del fisico teorico Julian Sonner del Massachusetts Institute of Technology supporta questa conclusione. Gli scienziati hanno dettagliato i loro  risultati in due articoli pubblicati 20 novembre sulla rivista Physical Review Letters.
----- English Version -----
The wormholes - shortcuts that are in theory possible to connect to distant parts of the universe and could be linked with the mysterious phenomenon of quantum entanglement , where the behavior of particles can be connected regardless of away.The Scientists have long sought to develop a theory that can describe how the cosmos in its entirety. Currently , researchers have two theories : quantum mechanics and general relativity , which may explain the workings universe , there are also several theories that try to pair them . A prediction of Einstein's general theory of relativity postulates wormholes , also called Einstein- Rosen bridges . In principle , the fabric of space-time can behave like a shortcut that could connect all the blacks holes in the universe , oddly enough , quantum mechanics is a phenomenon that can connect objects such as electrons regardless of the distance : quantum entanglement . "This is true even when the electrons are light years away ," according to saidKristan Jensen , a theoretical physicist at the Stony Brook University in New York. Einstein, in disagreement with the existence of this phenomenon he called " spooky action at a distance" . However, numerous experiments have shown that quantum entanglement is real, and can serve as a basis for advanced technologies in the future, such as quantum computers and quantum cryptography , praticamentde indecipherable . " Entanglement is one of the most bizarre features of quantum mechanics , but important ," and if the entanglement should be connected by wormholes , we finally discovered the possibility of reconciling quantum mechanics with Einstein's relativity . Recently, theoretical physicists Juan Martín Maldacena Princeton and Leonard Susskind of Stanford University have argued that wormholes are connected with entanglement . In particular , they suggested that the wormholes are in each
pair of holes neri.Maldacena and Susskind have suggested not only that the wormholes are holes blacks tangled , but argued that entanglement , in general, is related to wormholes . They hypothesized that the entangled particles such as electrons and photons are linked by extraordinarily small wormholes.Jensen and his colleague Andreas Karch theoretical physicist at the University of Washington in Seattle studied how the pairs of entangled particles behave in a supersymmetric theory , in essentially, they found that the entanglement and wormholes may be the same thing. " Couples are entangled holographic images of a system with a wormhole ," said Jensen. Independent research of Julian Sonner theoretical physicist at the Massachusetts Institute of Technology supports this conclusion. The scientists detailed their findings in two papers published November 20 in the journal Physical Review Letters.

martedì 4 marzo 2014

Il Dèjà vu e la teoria del Multiverso - Deja vu and the theory of the Multiverse


Il dott. Michio Kaku, fisico teorico, ha proposto un’interessante connessione tra il fenomeno del “déjà vu” e l’esistenza di universi paralleli. Il dott. Kaku è impegnato da anni nello studio della “Teoria delle Stringhe”, secondo la quale il tessuto fondamentale dell’Universo sarebbe costituito da oggetti ad una dimensione, simili a stringhe o membrane, in vibrazione: in base alla tensione e alla frequenza di questa vibrazione, verrebbero prodotte e sostenute le particelle elementari. Tutti nella vita abbiamo sperimentato il dèjà vu, una espressione francese che  significa “già visto” e che si riferisce alla sensazione che sentiamo quando siamo convinti di aver già vissuto una certa situazione.Secondo la neurologia è un problema tecnico nel sistema mnemonico del nostro cervello, la psicologia è andata oltre legando questo fenomeno a stati emotivi. Ovviamente non mancano spiegazioni sovrannaturali come la chiaroveggenza o religiose come la reincarnazione. Michio Kaku, noto per "simpatizzare" con teorie fisiche che sono ai confini delle fisica tradizionale, ha una spiegazione diversa, secondo lo scienziato oltre alle 4 dimensioni con cui abbiamo familiarità – il tempo e lo spazio tridimensionale – esisterebbero infatti altre sei dimensioni spaziali extra, che potrebbero avere migliaia di forme possibili, ognuna teoricamente corrispondente ad un universo con le proprie leggi fisiche. Ciò che definiamo “Universi paralleli”. La fisica quantistica affermerebbe quindi che esiste la possibilità che il “déjà vu” sia causato dalla nostra capacità di saltare da un universo all’altro? Per sostenere questa teoria, il dott. Kaku cita anche il lavoro del premio Nobel e famoso fisico teorico “Steve Weinberg”, il quale sostiene l’idea del “Multiuniverso”. Secondo Weinberg esiste un numero infinito di realtà parallele, che convivono con noi. Un parallelismo possibile è con le onde radio: riusciamo a sintonizzarci solo su una stazione radio alla volta, ma in realtà le possibili frequenze sono infinite , questo succede perché le varie frequenze non sono “in fase” fra loro, ossia ogni stazione trasmette il proprio segnale ad una frequenza diversa. Allo stesso modo, nel nostro universo noi siamo “sintonizzati” sulla frequenza che corrisponde alla realtà fisica. Ma in realtà ci sono un numero infinito di realtà parallele che esisterebbero attorno a noi e coesistono, con frequenze differenti dalla nostra e con le quali noi non possiamo sintonizzarci. Altri universi paralleli, non essendo “in fase”, non vibrano a quella stessa frequenza. Ma quando casualmente invece si trovano “in fase”, allora è teoricamente possibile “saltare da un universo all’altro”.
-----------english version------------
The dr. Michio Kaku , a theoretical physicist , proposed an interesting connection between the phenomenon of " deja vu " and the existence of parallel universes. The dr. Kaku has been engaged for years in the study of " String Theory " , according to which the basic fabric of the universe would consist of one-dimensional objects , like strings or membranes , vibrating : Based on the voltage and frequency of this vibration , would be produced and supported elementary particles. All the lives we have experienced déjà vu , a French expression which means " already seen" , which refers to the feeling that we feel when we believe we have already experienced some situazione.Secondo neurology is a glitch in the memory system of the brain , psychology has gone beyond linking this phenomenon to emotional states. Obviously there are supernatural explanations such as clairvoyance or religious as the reincarnation . Michio Kaku , known for " sympathize " with physical theories that are at the boundaries of traditional physics , has a different explanation , according to the scientist in addition to the 4 dimensions with which we are familiar - time and three-dimensional space - in fact, exist another six extra spatial dimensions , which may have thousands of possible shapes , each theoretically corresponding to a universe with its own physical laws. What we call " parallel universes ." Quantum physics would claim then that there is a possibility that the " déjà vu " is caused by our ability to jump from one universe to another ? To support this theory , Dr.. Kaku also cites the work of Nobel Prize winner and renowned theoretical physicist "Steve Weinberg ," which supports the idea of the " multiverse ." According to Weinberg exists an infinite number of parallel realities coexisting with us. A parallelism is possible with radio waves : we can only tune to a radio station at a time, but it really possible frequencies are endless , this happens because the various frequencies are not "in phase" with each other, ie each station transmits its signal at a different frequency . Similarly, in our universe we are " tuned" to the frequency that corresponds to the physical reality . But in fact there are an infinite number of parallel realities that exist around us and coexist with different frequencies from ours and with whom we can not tune . Other parallel universes , not being "in phase" , not vibrate at the same frequency. But when randomly instead are "in phase" , then it is theoretically possible to " jump from one universe to another ."

lunedì 3 marzo 2014

Photo of the day

      
03-03-1972 – La NASA lancia la sonda spaziale Pioneer 10
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03/03/1972 - NASA launches the space probe Pioneer 10

Hugh Everett III e gli universi paralleli - Hugh Everett III and parallel universes


Nel 1954, un giovane dottorando dell'Università di Princeton di nome Hugh Everett III si avvicinò ad un'idea radicale: esistono universi paralleli, esattamente come il nostro universo. Questi universi sono tutti legati al nostro, anzi, si diramano dal nostro, e il nostro universo si dirama degli altri. All'interno di questi universi paralleli, le nostre guerre hanno avuto esiti diversi rispetto a quelli che conosciamo. Specie che sono estinte nel nostro universo si  sono evolute in altri. Perché un giovane fisico, dovrebbe rischiare la sua carriera futura supportantando una teoria fino ad allora riservata alla fantascienza?
Con la sua teoria dei Molti Mondi, Everett tenta di rispondere a una domanda piuttosto complessa legata alla fisica quantistica. Lo studio della fisica quantistica è iniziata nel 1900, quando il fisico Max Planck per primo ha introdotto il concetto al mondo scientifico. Lo studio di Planck della radiazione ha prodotto alcuni risultati insoliti che contraddicevano le leggi fisiche classiche. Questi risultati hanno suggerito che ci sono altre leggi sull 'universo, che operano su un livello più profondo di quello che conosciamo.
Nel Principio di indeterminazione di Heisenberg il fisico Werner Heisenberg ha suggerito che semplicemente osservando la materia quantistica, si influenza il comportamento di quella materia. Pertanto, non possiamo mai essere completamente certi della natura di un oggetto quantistico o dei suoi attributi, come la velocità e la posizione. Questa idea è supportata dalla interpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica. Rappresentata dal fisico danese Niels Bohr, questa interpretazione afferma che tutte le particelle quantistiche non esistono in uno stato o l'altro, ma in tutte i suoi possibili stati in una sola volta. La somma totale dei possibili stati di un oggetto quantistico è detta funzione d'onda. Lo stato di un oggetto esistente in tutte i suoi possibili stati contemporaneamente è detta sovrapposizione. Secondo Bohr, quando osserviamo un oggetto quantistico, si influenza il suo comportamento. L'osservazione rompe la sovrapposizione di un oggetto e forza sostanzialmente l'oggetto a scegliere uno stato dalla sua funzione d'onda.
L'interpretazione di Bohr fu ampiamente accettata, e lo  è ancora da gran parte della comunità scientifica. Ma ultimamente, la teoria dei Molti Mondi di Everett è stata presa sempre più sul serio.
Teoria dei Molti Mondi.
Il giovane Hugh Everett è in accordo con l'idea di sovrapposizione che il fisico Niels Bohr aveva suggerito, nonché con la nozione di funzione d'onda. Ma Everett è  in disaccordo con Bohr in un aspetto di vitale importanza. Per Everett, una misurazione di un oggetto quantistico provoca una spaccatura reale nell'universo,a differenza di quanto riteneva Bohr. L'universo è letteralmente duplicato, dividendosi in un universo per ogni possibile esito della misurazione. Ad esempio, diciamo che la funzione d'onda di un oggetto è sia una particella che un'onda. Quando un fisico misura la particella, ci sono due possibili risultati: potrà essere misurata come una particella o un'onda. Questa distinzione rende la teoria dei Molti Mondi di Everett un concorrente dell'interpretazione di Copenhagen come spiegazione per la meccanica quantistica. Quando un fisico misura l'oggetto, l'universo si divide in due universi distinti per accogliere ciascuno dei possibili risultati. Quindi uno scienziato in un universo ritiene che l'oggetto è stato misurato in forma d'onda. Lo stesso scienziato nell'altro universo misura l'oggetto come una particella. Questo spiega anche come una particella può essere misurata in più di uno stato. Per quanto inquietante può sembrare, l'interpretazione a molti mondi di Everett ha implicazioni che trascendono il livello quantico. Se un'azione ha più di un risultato possibile, quindi,se la teoria di Everett è corretta, l'universo si divide quando inizia l'azione. Questo vale anche quando una persona decide di non intraprendere un'azione! Ciò significa che se vi siete mai trovati in una situazione in cui la morte era un risultato possibile,  in un universo parallelo al nostro, siete morti.
Un altro aspetto preoccupante della interpretazione dei Molti Mondi è che mina il nostro concetto di tempo come lineare. Immaginate una linea temporale che mostra la storia di una guerra. Piuttosto che una linea retta che mostra gli eventi degni di nota che progrede verso di noi nel presente,secondo l'interpretazione a Molti Mondi si creerebbe un "grafico ad albero" che dovrebbe mostrare ogni possibile risultato di ogni azione intrapresa.  Ma una persona non può essere a conoscenza di suoi altri sé - o addirittura della sua morte. Così come potremmo mai sapere se la teoria dei Molti Mondi è corretta? L'assicurazione che l'interpretazione è teoricamente possibile arrivò alla fine del 1990 da un esperimento mentale chiamato del suicidio quantico.....

---------English Version---------
In 1954 , a young Princeton University doctoral candidate named Hugh Everett III came up with a radical idea : there are parallel universes , exactly like our universe . These universes are all related to ours, on the contrary , branch off from ours, and our universe branching off of others. Within these parallel universes , our wars have had different outcomes than those who know. Species that are extinct in our universe have evolved in others. Why would a young physicist , he should risk his future career supportantando a theory until then reserved for science fiction?
With his Many-Worlds theory , Everett tries to answer a question related to quantum physics rather complex . The study of quantum physics began in 1900, when the physicist Max Planck first introduced the concept to the scientific world . The study of Planck 's radiation yielded some unusual findings that contradicted classical physical laws . These findings suggested that there are other laws on the ' universe , operating on a deeper level than we know.
In the Heisenberg Uncertainty Principle physicist Werner Heisenberg suggested that simply observing quantum matter , it affects the behavior of that matter. Therefore , we can never be completely sure of the nature of a quantum object or its attributes , such as speed and position . This idea is supported by the Copenhagen interpretation of quantum mechanics. Represented by the Danish physicist Niels Bohr, this interpretation states that all quantum particles do not exist in one state or the other, but in all its possible states at once . The total number of possible states of a quantum object is called a wave function. The state of an existing object in all its possible states simultaneously is called stacking . According to Bohr, when we observe a quantum object , it affects his behavior. The observation breaks the superposition of an object and the object basically force you to choose a state from its wave function .
The interpretation of Bohr was widely accepted , and still is by most of the scientific community. But lately , the theory of the Many Worlds Everett was taken more seriously.
Theory of Many Worlds.
The young Hugh Everett is in agreement with the idea of ​​overlap that the physicist Niels Bohr had suggested , as well as with the notion of the wave function. But Everett is in disagreement with Bohr in a matter of vital importance. Everett , a measurement of a quantum object causes a rift real universe, unlike what believed Bohr. The universe is literally duplicated , splitting into a universe for every possible outcome of the measurement. For example , we say that the wave function of an object is both a particle and a wave . When a physical measure the particle , there are two possible outcomes : it can be measured as a particle or a wave. This distinction makes Everett's Many-Worlds theory a competitor of the Copenhagen interpretation as an explanation for quantum mechanics . When measuring a physical object , the universe splits into two separate universes to accommodate each of the possible outcomes. So a scientist in a universe that the object was measured waveform. The same scientist in the other universe measure the object as a particle. This also explains how a particle can be measured in more than one state . As disturbing it may seem, the many-worlds interpretation of Everett has implications beyond the quantum level . If an action has more than one possible outcome , so if Everett's theory is correct, the universe splits when the action starts . This also applies when a person decides not to take action ! This means that if you ever found yourself in a situation where death was a possible outcome , in a parallel universe to ours, you're dead .
Another worrying aspect of the Many-Worlds interpretation is that it undermines our concept of time as linear . Imagine a timeline showing the history of war. Rather than a straight line showing the notable events that progrede to us in the present, according to the Many-Worlds interpretation would create a "graphic tree" that should show every possible outcome of every action taken . But a person can not be aware of his other selves - or even his death. So how will we ever know if the Many Worlds theory is correct? The insurance is theoretically possible that the interpretation arrived at the end of 1990 by a thought experiment called quantum suicide .....


domenica 2 marzo 2014

Photo of the day

Edward Uhler Condon (Alamogordo, 2 marzo 1902 – Boulder, 26 marzo 1974), 
fisico statunitense. Presidente della Commissione Condon
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Edward Uhler Condon (Alamogordo, March 2, 1902 - Boulder, March 26, 1974) 
American physicist. Chairman of the Committee Condon

sabato 1 marzo 2014

Photo of the day

1 marzo 1954 Isole Marshall: nell'atollo di Bikini gli USA sperimentano una bomba all'idrogeno di 20 Megatoni, l'ordigno più potente mai fatto esplodere.
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March 1, 1954 the Marshall Islands: Bikini nell'atollo the U.S. experience a hydrogen bomb of 20 megatons, the most powerful weapon ever detonated.