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venerdì 22 maggio 2015

Vimana विमान

L'obiettivo di questo post , non vuole essere solamente una mera spiegazione di cosa sono i Vimana e un escursus storico sui testi che trattano l'argomento. Piuttosto vuole essere una valutazione attenta di quello che erano veramente queste macchine volanti, una valutazione  fatta da chi scrive e basata su dati che il sottoscritto redattore ha reperito direttamente dai testi antichi (sacri) , che nel corso degli
anni ha potuto leggere ed analizzare. Con questo non voglio dare una risposta definitiva sull'argomento Vimana , non ne sarei in grado e peccherei in superbia, ma almeno vorrei dare una idea corretta di cosa si intendeva con Vimana. Il post nasce da una richiesta dei lettori  di questo blog, che a più riprese hanno posto domande sull'argomento . Purtroppo su internet si trova tutto e il suo contrario su questo
(ed altri ) argomento, quindi si vuole solo cercare di accendere una piccola luce , che possa essere da indirizzo per chi vuole una informazione più attenta.
Partiamo dal significato: Vi e Mana, cioè (dal sanscrito)  “luogo abitato che vola”, questa dovrebbe essere il significato dell'antichissimo termine, molto si è dibattuto su questo nome e tutt'oggi non è certo che la più giusta traduzione sia questa, c'è chi ipotizza significati più "fantasiosi" , ma che non avendo alcun fondamento, non riteniamo opportuno menzionare. Il Vimana è un oggetto perciò volante e che può contenere persone , come tra l'altro si mostra nelle innumerevoli rappresentazioni , nei templi orientali. La particolarità di questi oggetti, a differenza degli innumerevoli oggetti volanti descritti nei testi sacri delle altre religioni , è che ne viene data una descrizione, a  più riprese e in più testi, assolutamente realistica, quasi come se chi li osservava e descriveva cercasse, più che farne un idolo sacro , di mostrarne le capacità tecniche e
la scienza che c'era dietro queste macchine volanti! Ma  ci si è spinti oltre, sono stati prodotti testi che trattavano esclusivamente di come funzionavano i Vimana, sviluppando  un vero e proprio "manuale d'uso". Il Vaimanika Shastra appunto( tradotto "Scienza dell'aeronautica"), che descrive, non solo come pilotare un vimāna, ma anche le sue caratteristiche tecniche.
C'è da sottolineare, per correttezza, che il Vaimanika Shastra, non è un testo antico, almeno in molte delle sue parti, ma è un manoscritto prodotto nei primi anni del '900 sulla base di alcuni testi antichi e ,  secondo il suo redattore, sotto dettatura psichica(!), è comunque bene ricordare che da test effettuati negli  anni '80 da ingegneri sugli oggetti volanti descritti nel Vaimanika Shastra, viene fuori che, alcuni dei velivoli descritti, avevano una tecnologia avveniristica e potenzialmente valida, che nei primi del '900 non era neanche pensabile!! Indipendentemente da tutto ciò , i Vimana restano un mistero. Citati in molti testi Indiani, alcuni religiosi ed altri di letteratura classica, come ad esempio Ramayana ,Mahabharata , Puranas, Bhagaravata ,  Samara Sustradhara , insomma in tutti i testi Vedici, i Vimana tenuti depositati in hangar denominati " Vimana Griha" venivano descritti come un veicolo volante  a due piani ,circolare con oblò ed un ampio ponte.Esso volava alla 'velocità del vento' ed emanava un 'melodioso suono' , decollavano in verticale e come gli aerei moderni si fermavano a mezz'aria.
Nel  Samara Sustradhara, diviso in 230 "stanze" (capitoli), veniva descritto ogni possibile aspetto del volo aereo dei Vimana. Si trattava della costruzione, del decollo, dell'atterraggio anche in caso di emergenza.  Per ciò che concerne la propulsione , l'unica testimonianza di un testo antichissimo che abbiamo, la troviamo nel Mahabharata, dove si riferisce che una potente sfera, presente nel Vimana, "animata" dal mercurio (rosso?), garantiva a questi Vimana la possibilità di rimanere sospesi nell'aria e fluttuare come in assenza di gravità. Troppo facile sarebbe ricordare che i nazisti ( come ebbi modo di scrivere alcuni giorni fa sul blog) erano appassionati della mitologia indiana, non a caso avevano cercato di riprodurre queste tecnologie ( La Campana!).
"Un carro aereo ,il Pushpaka, conduceva molte persone alla capitale di Ayodhya . "Il cielo è pieno di stupende macchine volanti, scure come la notte ma incastonate da luci gialle..." questo è quello che troviamo nel testo dell' VIII secolo Mahavira di Bahabhuti.
Nell Ramayana  di Valmiki si legge testualmente: "La splendente astronave irradiava un  bagliore fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso vivo, volava il  carro alato di Ravana. Era come una cometa nel cielo". L’astronave era  dunque una macchina fragorosa che, decollando, si ammantava di una forte  luminosità. “…Quando partì, il suo rombo riempì tutti i quattro punti  cardinali".
Fondamentalmente ci sono due tipi distinti di vimana. Il primo artificiale con le ali e molto simile nostri aerei moderni, il secondo con una forma non aerodinamica, discoidale o a forma di cilindro non fatto da esseri umani ma dadli "DEI". All'interno di queste due categorie sembrano essere molte varianti diverse. Questi velivoli sono  capaci di manovre piuttosto sorprendenti oggi per lo più associati con gli UFO.
I modelli di Vimana sono :

Rukma(decollo verticale)

Shakunna(tipo3)

Tripura

Sundarapitha

Sundara(decollo verticale)

Vimana 

Shakunna(tipo2)

ShakunnaVimana(tipo1)(dubbio)
Ho reperito i suddetti modelli  dai seguenti testi sacri:
Vaimanika Shashtra(?)
Samarangana Stradhara 
Yuktikalpatani di Bohja 
Rigveda, Yajurveda 
Atharvaveda 
Ramayana 
Mahabharata 
Purana 
Bhagaravata 
Avadhana 
Kathasaritsagara 
Raghuramsa 
Darma Abhijñānaśākuntalam di Kalidasa 
Abimaraka di Bhasa 
Jatalas
Per ora concludiamo con questa introduzione sui Vimana e le macchine volanti dell'antica India . Alpiù presto, andremo ad analizzare più nello specifico i testi che abbiamo
citato.

mercoledì 20 maggio 2015

Il Mistero del volto di Padilla

La cultura Olmeca è una misteriosa civiltà precolombiana , mesoamericana . Una civiltà che non ha lasciato iscrizioni , tranne alcuni dibattuti geroglifici e che è misteriosamente scomparsa in circostanza non chiare  all'incirca nel 500 A.C. dopo una storia di circa 1000 anni . Il mistero della scomparsa di questa civiltà è pari solo  a quello di altre più note etnie mesoamenricane , quale i Maya. Agli Olmechi , a differenza delle altre civiltà del luogo , si possono attibuire solo alcuni enormi teste di pietra che hanno presumibilmente fattezze di importanti dignitari dell'epoca. Le teste in questione , attualmente 17 scolpite nel basalto , hanno tratti somatici tipici delle popolazioni di quei luoghi e questo è molto importante alla luce di quanto andremo ad analizzare.
Nel 1987, il dottor Rafael Padilla Lara (un dottore in filosofia, avvocato e notaio) ricevette una fotografia di una massiccia testa di pietra che , si ritiene, sia stata ritrovata nella giungla del Guatemala nel 1950. La foto fu inviata dal proprietario del terreno sul quale era stata trovata la statua, ma nessun'altra informazione è
stata fornita. Ovviamente il ritrovamento di una testa di pietra in un paese disseminato di teste di pietra non è davvero qualcosa di anomalo, se non fosse che questo enorme artefatto non ha in alcun modo le fattezze delle altre teste. Come si vede in foto , questo volto ha tratti somatici non attinenti alle persone del luogo , con labbra sottili, un grosso naso a punta, e rivolto in alto con gli occhi chiusi, quasi in condizione di preghiera. Padilla, il proprietario della foto, afferma che la testa è stata trovata nei pressi di un piccolo villaggio chiamato La Democracia, nel sud del Guatemala. Purtroppo, la statua  sarebbe stata distrutta dai rivoluzionari negli anni '70. Ovviamente in mancanza di ulteriori prove non è possibile concludere che la foto sia autentica e forse è facile pensare che si potrebbe trattare di una mistificazione. L'idea di chi scrive è che l'ipotesi che gli europei avessero avuto (nel 1000 a.c.) un contatto con gli Olmechi è francamente
eccessiva, anche per chi è abituato a leggere e scrivere di notizie ai limiti dell'incredibile.
Ma noi, affascinati dal mistero, preferiamo cercare alternative, quando possibile,  e in questo caso, prendendo spunto da una ipotesi fatta sulla rivista Current Biology e ripresa dal sito Ancient-Origins.net, vogliamo valutare una "fantasiosa" ipotesi che è la seguente: Le teste sono del tutto simili ai Moai dell'isola di Pasqua, fino a poto tempo fa sembrava assurdo pensare che una cultura che si trova nel bel mezzo del Pacifico , a 3500 km dalle coste americane, possa aver influenzato in qualche modo la civiltà Olmeca .
Ma in una recente pubblicazione, la rivista Current Biology, dichiara che da una analisi del DNA , vi sarebbe stato, a livello genetico,  un regolare contatto bidirezionale tra l'Isola di Pasqua e l'inizio delle culture mesoamericane( Olmechi compresi).  Inoltre alcune pratiche culturali , credenze, tradizioni , sembrano molto simili nelle due civiltà.  Oltre a questi risultati, i ricercatori hanno trovato la somiglianza genetica tra alcune varietà di patata dolce coltivate sia in Sud America sia sull'Isola di Pasqua (così come altre isole della Polinesia).

martedì 19 maggio 2015

Scoperto Vimana ??

Oggi vogliamo raccontare , quanto ci è stato riportato da una fonte. Dato il tenore di questa "notizia" , suggerisco ai lettori di ritenerla solo un racconto di fantasia e di non pensare che in qualche modo possa essere verità!....
8 soldati statunitensi scompaiono in una cava Afgana nel tentativo di recuperare un Vimana.
Un vimana è stato scoperto in una grotta in Afghanistan. Ha attirato l'attenzione dei leader mondiali tra cui il presidente americano Obama. Un gruppo di soldati ha fatto la scoperta in una missione di esplorazione nel deserto dell'Afghanistan. Un vimana, è una antica macchina volante  descritta negli epici testi sanscriti indiani e usato nelle guerre mitologiche del Mahābhārata e del Ramayana. Il Vimana trovato in Afghanistan è risulta avere una età di circa 5000 anni. Fonti accreditate ritengono che sia protetto da una barriera di energia che impedisce alle truppe di estrarlo dalla cava. Potrebbe essere questo il motivo della presenza improvvisa di leader mondiali Afghanistan? Scienziati e forze armate Statunitensi hanno forse bisogno  di visualizzare direttamente la scoperta?
L'oggetto in questione abrebbe già causato la "scomparsa" di almeno 8 soldati americani che cercavano di toglierlo dalla grotta in cui era stipato circa dal 3000 a.c.
Il vimana , avrebbe una circonferenza di circa dodici cubiti ( approssimativamente 6.22 metri , secondo il Cubito sumerico di Nippur = 51,86 cm) , con quattro ruote forti. Oltre ai suoi «missili fiammeggianti», il Mahabharata racconta l'uso delle sue altre armi letali che operavano attraverso un 'riflettore' circolare. All'accensione, produceva un 'raggio di luce' che, una volta messo a fuoco su ogni bersaglio, lo consumava istantaneamente. La cosa più interessantante sarebbe che, il presunto Vimana sarebbe stato trovato in una grotta , nell'esatta ubicazione riportata in un non meglio citato testo sacro. In questo testo si sosterrebbe che il suo "legittimo proprietario" è l'antico profeta Zoroastro che fu il fondatore di una delle religioni più importanti di tutti i tempi chiamata zoroastrismo.
Suggerisco inoltre , di riflettere sul fatto che le favole celano sempre una verità....
Per avere delucidazioni sulle fonti, contattatemi in privato...

lunedì 27 aprile 2015

Gli antenati che scesero dal cielo

Dio Assur sul suo disco alato
Gli uomini hanno sempre invidiato gli uccelli per la loro capacità di volare ed avere cosi la possibilità di essere in contatto con le potenze celesti. Gli antichi ritenevano che avessero una grande familiarità con gli Dei, col sole e i corpi celesti nonchè con gli agenti atmosferici; di conseguenza venivano ritenuti sacri e visti con timore reverenziale.
Si riteneva che Zeus , il Dio supremo dei Greci, si manifestasse sotto le spoglie dell'aquila e del cigno.
 Il Dio persiano Simurgh era raffigurato con immense ali, simile ad una nuvola portatrice di pioggia, mentre il Dio indiano Garuda , simbolo del vento, era rappresentato con la testa e le ali di un'aquila e il corpo e gli arti di un uomo. Gli uccelli erano ritenuti inoltre il mezzo di locomozione degli Dei. Apollo veniva trasportato da un cocchio tirato da cigni; Zeus , nella tarda arte greca , cavalcava un'aquila; Afrodite era portata da un'oca; le divinità asiatiche sono generalmente raffigurate mentre cavalcano immensi uccelli . Skanda , il Dio cinese indo-cinese monta un pavone, mentre un pappagallo è il destriero del Dio Hindù dell'amore, Kama.
 I messaggeri degli dei sono spesso alati. Mercurio ha le ali ai piedi e nell'arte cristiana gli angeli hanno ali di uccello. Le potenze del male e i loro emissari possono essere parimenti alati . Nell'arte cristiana lo Spirito Santo è simboleggiato da una colomba e infatti la Bibbia dice: " E quando Gesù fu battezzato...vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba ..."( Matteo cap.3)
Le ali hanno sempre avuto una parte preponderante nel costume dei rituali magici e propiziatori. Antichi graffiti ci mostrano uomini vestiti da uccelli e ancor oggi, presso i popoli primitivi, molte danze si ispirano al volo degli uccelli. Gli indiani Hopi della California , quando eseguono la danza della pioggia imitano i movimenti dell'aquila e gli indiani Taruhumare del Messico quelli del tacchino. Ma perchè l'uomo , cosi radicato sulla terra ,  per millenni in balia delle sue trasformazioni, schiavo della natura e dei suoi capricci, ha, da tempi immemorabili , volto lo sguardo al cielo con la stessa ansia di un esule alla patria perduta?
Nel cielo ha posto i suoi Dei-antenati e con essi ha cercato di mantenere un colloquio ( che non è noto quando fu interrotto) tramandandone sulle antiche pietre una tangibile prova e nei racconti tutto il suo contenuto spirituale.
Miti, leggende, favole, fantasie, poesie,  tutto un mondo di meraviglie, rivelazioni , tradizioni, che confermano la parte essenziale dell'uomo totale , sono state poste ai margini della realtà. Una realtà piccola , rigorosa , frammentaria ma tangibile.
Che cosa accade nel lunghissimo periodo che va dalla scoperta del fuoco all'invenzione della scrittura?
 Tralasciando, il non poco annoso problema , se l'uomo sia oriundo della terra o fu "seminato " dal cosmo ( come le attuali teorie panspermatiche affermano), è innegabile che nei diversi tempi della sua evoluzione fu tutelato, seguito , istruito e castigato dai suoi "superiori" provenienti  dallo "spazio esterno". Molte sono le prove della permanenza sulla terra degli Dei in vari periodi e della loro ingerenza nei fatti degli uomini. Le figure degli "ospiti dal cielo" e dei loro carri aerei sono rimaste scolpite in molti luoghi. Più è antica l'incisione e più è esplicita l'immagine del Dio dentro un oggetto circolare.
 Il "disco alato" è uno dei simboli più suggestivi delle prime civiltà e la raffigurazione del Dio dentro la ruota è strettamente connessa alla divinità. Dai Sumeri , all'impero Persiano all'Egitto , l'emblema del disco si presenta con alcune varianti ma conserva sempre il suo attributo di veicolo degli Dei. In un cilindro Assiro si trova la figura di un uomo , appartenente senza dubbio alla stirpe divina, che scende sulla terra dentro un disco.
Il Dio Assur, viene rappresentato come l'occupante di un cerchio   con piume laterali  - non bisogna dimenticare che nell'iconografia primitiva le piume rappresentano la qualità del volo.
Ahura-Mazda
 Il Dio dei persiani, Ahura-Mazda, pilota un disco ed impugna una specie di volante o timone. Nel bassorilievo del tempio di Dario , a Persepoli, ( V sec. a.c.) la figura divina appare solcando lo spazio, e nell'enorme fregio della rocca di Behistun, l'immagine del Dio fluttua o vola sopra gli eserciti persiani che si dispongono al combattimento.
iscrizioni di Behistun
Gli antichi Dei indiani vengono spesso rappresentati mentre volano su un disco alato . Vishnù , come Assur, avanza girando per cielo con una ruota e lanciando raggi sulla terra , ma anche altre divinità indiane - compreso il Dio scimmia Hanuman - offrono questa sorprendente associazione con il disco celeste.
Vishnu
Altre volte il Dio viene rappresentato mentre corre nella parte interna del bordo della ruota, come se cosi si volesse indicare il movimento rotatorio. Anche in Egitto il disco alato "l'Occhi di Ra" fu il veicolo della divinità suprema . In tutti i casi i culti primitivi adoravano il disco che serviva per trasportare gli Dei, e solo quando questi si allontanarono dalla terra il loro culto si trasferì dai "cerchi di Fuoco" ai corpi celesti visibili, identificando i grandi assenti con le luci del firmamento. ( n.d.r. questo dato è fondamentale , in quanto non esisteva nel periodo arcaico una associazione tra gli DEI e le costellazioni o i pianeti del sistema solare, quasi come se , una volta perso il contatto diretto con gli Dei , gli uomini, avessero voluto ricordare questi "uomini speciali" , che erano volati via verso le stelle-il pianeta  Giove è stato associato dai romani al Dio , ma Zeus non era associato a Giove e andando più indietro nel Pantheon assiro-babilonese o indio gli dei non venivano mai associati a elementi intangibili quali stelle, costellazioni o pianeti ma ad esseri super-umani. Fu dopo, nelle epoche più moderne , che  gli dei divennero celesti e non provenienti dalle stelle......)

Anche le Sacre Scritture , come faceva notare lo scrittore cattolico Daniel Rops in un articolo pubblicato sul settimanale francese "Carrefour", non scartano l'esistenza di esseri dotati di intelligenza di tipo umano, benchè  assai superiore , venuti dal cielo. Ad esempio gli angeli.
Se prendiamo l'idea di Rops come punto di partenza, possiamo  tentare delle ipotesi. Gli Angeli, "messaggeri" o "guardiani" che si unirono alle "figlie degli uomini" (Genesi cap.6) e trasmisero agli abitanti della terra insegnamenti che li fecero potenti , ma impuri di comprenderne a pieno i significati, potrebbero essere quelli che oggi tornano sul nostro pianeta dopo migliaia di anni . Però come è possibile concepirli in tal modo? Senza dubbio questa fantastica possibilità potrebbe essere il risultato della "contrazione del tempo" che si produce, secondo la teoria Einsteniana, nel viaggiare nello spazio interstellare ad una velocità prossima a quella della luce.  Supponendo che i presunti Angeli viaggino nel cosmo ad una velocità superiore a quella della luce , le distanze cesserebbero di esistere e solo il tempo verrebbe percepito nell'allontanarsi o nel discendere su di un pianeta.. Pertanto gli Angeli sarebbero praticamente immortali . Cadrebbero in balia  del tempo se restassero per un certo periodo sotto l'influsso della gravità di un corpo celeste.L'angelo potrebbe qualche volta procreare sulla terra , lasciare una discendenza di esseri superiori che , dotati di poteri supernormali, e di una elevata spiritualità, guiderebbero i terrestri e morirebbero con loro e per loro, abbandonati dai loro padri "celesti"( n.d.r. vi ricorda qualcosa?...)
In ogni modo gli angeli della Genesi , quegli esseri splendenti capaci di apparire o sparire davanti ad Abramo o Loth , che oggi sembrano apparire o scomparire davanti gli occhi esterrefatti di uomini e donne anonimi , potrebbero aver percorso la galassia in un periplo intertemporale?

Fonti :  Z.Sitchin - Testi vari
         : R.Pinotti - Testi Vari
         : E.Von Daniken - Testi Vari
         : periodico 2001 (buenos Aires)
         
           



domenica 19 aprile 2015

10.000 A.C. inizia l'era ATOMICA!!!

Lo storico Kisari Mohan Ganguli, sostiene che il Mahabharata e il Ramayana sono pieni di descrizioni di  olocausti nucleari, sul modello di quelle di Hiroshima e Nagasaki.
Vogliamo partire da questa ipotesi per citare alcuni dei testi più misteriosi e al tempo stesso affascinanti del mondo antico. Il Mahabharata è una delle due maggiori epopee sanscrite dell'antica India, l'altro è il Ramayana. Si compone di 100.000 versi diviso in 18 libri. Un opera monumentale , per dare una idea della grandezza di questo testo basta pensare che è grande quanto otto volte l'Iliade e Odissea messe insieme. Questi testi antichi sono più di una narrazione storica. Si tratta di una combinazione di fatti, storie e leggende miti. IN  questi testi vengono menzionate armi di distruzione di massa "sparate" da velivoli che solcano i cieli a bordo dei quali vi sarebbero gli Dei ! Dei che hanno spesso fattezze umane , con desideri, passioni e bisogni simili agli uomini.
Tratti dal Mahabharata proponiamo i seguenti versi:
"Gurkha, volare un Vimana rapido e potente,
scagliato un solo proiettile
caricato dal potere dell'Universo.
Una colonna incandescente di fumo e fiamme,
brillante come diecimila soli,
rosa con tutto il suo splendore.
Era un'arma sconosciuta,
un fulmine di ferro,
un gigantesco messaggero di morte,
che ha ridotto in cenere
l'intera gara della Vrishnis e le Andhakas.
I cadaveri erano così bruciati
da essere irriconoscibili.
Capelli e unghie caddero;
Pottery rotto senza causa apparente,
e gli uccelli diventarono bianchi.
... Dopo poche ore
tutti gli alimenti erano infetti ...
... i soldati fuggirono da questo fuoco
e si gettarono in corsi d'acqua
per lavarsi  le loro attrezzature. "
...- prosegue -....
"frecce dense di fiamma,
come una grande doccia,
usciva al momento della creazione,
che comprende il nemico.
Una fitta oscurità rapidamente risolta sui padroni di casa Pandava.
Tutti i punti cardinali sono stati persi nel buio.
Forte vento ha cominciato a soffiare
Nuvole ruggivano verso l'alto,
doccia polvere e ghiaia.
Uccelli gracchiavano follemente ...
gli elementi sembravano disturbati.
Il sole sembrava vacillare nei cieli
La terra tremò,
bruciata dal terribile calore violento di questa arma.
L'Elefanti scoppiò in fiamme
e corse avanti e indietro in una frenesia ...
su una vasta area,
altri animali caddero a terra e morirono.
Da tutti i punti cardinali
le frecce di fuoco piovevano continuamente e fieramente "-. Il Mahabharata
Mille sono i punti di questi testi dove si descrive l'uso di armi, che oggi un lettore potrebbe identificare con le armi atomiche , ma esistono prove reali dell'uso di armi nucleari nell'antichità?
 Nel 1992 i ricercatori hanno scoperto in Rajasthan uno strato di cenere radioattiva, che copre una superficie di circa otto chilometri quadrati, 16 chilometri a ovest di Jodhpur. La radiazione è così intensa che contamina ancora tutt'oggi la zona. Ancora più famosi sono gli scavi dei ricercatori  Harappa e Mohenjo-Daro.
Luoghi in cui  è stata rivenuta una vasta area di vetrificazione , un fenomeno tipico delle zone dove ci sono stati esperimenti nucleari, inoltre sono stati trovati scheletri sparsi in tutta l'area come se un evento improvviso si fosse verificato devastando intere città.  Il sito dove i ricercatori hanno trovato scheletri e resti di radioattività è molto simile a Hiroshima e Nagasaki, ma con una differenza notevole: i livelli di radiazione
 trovata a Harappa e Mohenjo-Daro erano 50 volte superiori ai resti dell'olocausto nucleare di Hiroshima e Nagasaki . Ricordiamo i teorici degli antichi astronauti che ritengono un cratere di 2.154 metri di diametro presente nei pressi di Mumbai, l'effetto di una esplosione atomica verificatasi 12000 anni fa circa.
Per concludere mi piace citare una vecchia leggenda che conoscono gli studenti di fisica delle università americane . Si narra che uno studente chiese al Dr. Oppenheimer se il primo ordigno nucleare mai fatto esplodere fosse quello di Alamogordo, durante il Progetto Manhattan... Il Professore accennando un sorriso a mezza bocca rispose:" ... Beh ... sì. Nei tempi moderni, sì, certo....".

venerdì 10 aprile 2015

Le Batterie di Baghdad

La batteria di Baghdad è un oggetto, scoperto a quanto si dice , nei pressi di Baghdad fra i ruderi di un villaggio vecchio 2000 anni. L'oggetto in questione assomiglia a moderne pile a batteria chimica usata per produrre elettricità. Nel 1936 al tedesco William Koenig , un archeologo dilettante che viveva in Iraq, fu mostrato un oggetto che somigliava molto ad una batteria e che si dice fu dissotterrato a Khujut Rabu'a, il sito di un antico villaggio vicino a Baghdad. L'oggetto era costituito da un vaso di terraglia in cui era cementato un  cilindro di metallo alto circa 10 cm.  Il cilindro era fatto di una lamina di rame saldato con una
lega di 60% di stagno, simile alla lega per saldatura in uso ai giorni nostri. Sul fondo del cilindro  era saldato un disco di rame , isolato con asfalto.
La parte superiore era chiusa da un tappo, dal quale sporgeva un tondino di ferro che era stato eroso in modo da poterlo usare come elettrodo. Venuto a conoscenza di questa scoperta, un ingegnere americano, W.F.M.Gray, costruì nel 1940 un modello funzionante di questa pila. Lo riempì di solfato di rame come elettrolito e scoprì che esso produceva effettivamente una corrente elettrica.  Non è dato sapere quale elettrolito possa essere stato usato nel modello originale, ma è noto che sarebbe stato disponibile l'acido acetico o citrico. Koenig venne a sapere che oggetti analoghi, forse proveniente da Ctesifonte, un altro sito antico nei pressi di Baghdad, erano in possesso del museo di Berlino. Si trattava di 3 grandi vasi, uno contenente 10 cilindridi rame , un altro 10 tondini di metallo e l'ultimo contenente tappi d'asfalto. Mentre Ctesifonte Continuò ad esssere abitato fino all'VIII secolo D.C. si ritiene che il villaggio di Khujut Rabu'a sia stato fiorente fino alla fine del III secolo D.C.  Koenig formulò l'ipotesi che le pile fossero state usate in un pèrocedimento di placcatura d'oro di vasi onamentali mediante galvanostegia, e proclamò l'esistenza di placcature anche su vasi di rame, riportati alla luce in Iraq, che risalivano al 2500A.C. Battendo leggermente su questi vasi , dalla superficie si staccava una sottile patina bluastra, e ciò corrisponderebbe a uno strato placcato d'oro.
Non è affatto da escludere che 2000 anni fa sia esistita nel vicino oriente la tecnologia necessaria per fabbricare e usare una pila capace di produrre una corrente continua,  data la lunga storia di progressi nella metallurgia e nella chimica che precedette quel periodo. Troppi particolari della storia però rimangono oscuri per permettere una conclusione positiva. Per quel che si può stabilire , gli oggetti in questione non sono stati datati  con esattezza. Koenigscrisse che la batteria era "passata per molte mani" prima che egli venisse a sapere della sua esistenza. E' quindi possibile che essa non fosse stata nemmeno trovata fra le rovine antiche. Secondo Gray.
 Nell'odierna Baghdad i metallurgici usano dei bagni di placcaggio di metallo collegati a rudimentali pile voltaiche. Forse si sevono di una tecnica scoperta due  millenni or sono e conservata gelosamente. Nen è detto però che tale tecnica non derivi invece dalle pratiche europee di galvanostegia sviluppate nell'ottocento  e adattate ai materiali diponibili nel vicino oriente. In quest'ultimo caso non è da escludere che la famosa batteria di Baghdad siaun manufatto recente, buttato via  sbadatamente o presentato fraudolentemente a Koenig come scoperta archeologica.

giovedì 12 marzo 2015

Sodoma e Gomorra : Cosa le distrusse?

Nessuno scienziato ha mai spiegato in modo sufficiente l'esistenza dei tectiti, strani globuli di roccia radioattiva, di aspetto vetroso , che si possono trovare, fra l'altro, in Libano. Secondo una teoria avanzata dal dottor Ralph Stair, dell'Ufficio Nazionale Pesi e Misure degli Stati Uniti, è possibile che i tectiti siano giunti da un pianeta distrutto, i cui frammenti ora orbitano fra Marte e Giove formando una fascia di asteroidi. Un'altra teoria ancora più inquietante è stata proposta da un matematico sovietico , il professor Agrest. Secondo Agrest, la composizione dei tectiti presuppone l'azione di temperature estremamente elevate oltre a quella della radiazione nucleare. Egli sapeva che nessun ordigno nucleare era stato fatto esplodere di recente nella zona del Mar Morto, ma non si poteva escludere che la conflagrazione fosse successa in epoca biblica.
Nelle pergamene del Mar Morto esisteva, dopo tutto, questa strana descrizione della distruzione di Sodoma e Gomorra: "Una colonna di fumo e di ceneri ascese nell'aria come una colonna di fumo scaturita dalle viscere della terra. Una pioggia di zolfo e di fuoco distrusse Sodoma e Gomorra , l'intera pianura, tutti gli abitanti e ogni pianta. E la moglie di Lot si volse a guardare e fu trasformata in una colonna di sale". La colonna di fumo e di fuliggine fa pensare stranamente a un fungo atomico , sostiene Agret. Ma chi ai tempi biblici avrebbe potuto possedere delle armi nucleari? Per Agrest c'era una sola ed inevitabile conclusione :
Armi in grado di creare una simile distruzione potevano provenire soltanto dal cielo. Forse, egli suggerisce, noi siamo stati visitati da extraterrestri nel remoto passato, ma non lo sapremo mai con certezza finchè i tremendi segreti della struttura dei tectiti non saranno rivelati .
                                                                                                Charles Berlitz

mercoledì 25 febbraio 2015

L'Età dell'oro

La teologia Sumera elaborò concetti , che furono poi comuni a tutte le civiltà dell'antichità.
I Sumeri credevano ad un "mare primordiale" , esistente da tutta l'eternità , qualcosa tipo l'oceano celeste degli egizi. Dal mare primordiale si sarebbe creata una montagna cosmica, una montagna che congiungeva la terra all'universo, elemento necessario per far confluire a noi terrestri le "energie cosmiche". L'espressione più rappresentativa di questa teoria erano senz'altro le Ziqqurat.
Queste rappresentavano il veicolo per comunicare con gli Dei celesti e tradotto avevano il significato di "aguzzo", rappresentava appunto la forma della montagna -tempio che si proiettava verso il cielo. Jack Lindsay , storico di fama mondiale, riteneva che secondo un documento mesopotamico di Assur è possibile rilevare che l'uomo è stato creato sulla sommita di una di queste strutture , difatti le popolazioni del tempo ritenevano che le divinità scendessero di quando in quando sulle sommità delle Ziqqurat per parlare con gli uomini , proprio come il Dio della Bibbia scese sul Sinai per parlare con Mosè.
Enlil
Se gli Ebrei , muovendosi dalla loro originaria dimora mesopotamica , si portarono via le storie cosmogoniche che avevano appreso, gli Esseni custodirono gelosamente l'antica dottrina tanto cara ai Sumeri. Il contatto col divino a quei tempi non era esattamente come oggi, gli esseri divini si confondevano attraverso gli intermediari che facevano da tramite , conm gli esseri umani . Era la favolosa età dell'oro , alla quale fa accenno una famosa tavoletta Sumera , conservata al Museo delle Antichità Orientali di Istanbul . La più antica testimonianza di un rimpianto umano di quell'età perduta per la caduta dell'uomo da uno stato di grazia al quale aspira da secoli, desiderandone il ritorno: "una volta ci fu un tempo in cui , non ci fu ne  terrore ne timore, l'uomo non aveva rivali . L'universo intero , i popoli all'unisono rendevan lode a Enlil ( Dio sumero che regnava sulla terra ) , in una sola lingua. Non c'era odio, non c'era paura, non si conosceva la parola "nemico", i popoli del mondo era fratelli".....
Al centro il Dio ENKI
Poi arrivò "ENKI" il Dio degli abissi , invidiò il dominio di Enlil e in un attimo si conobbe l'odio , la lotta e l'egoismo....Da li poi vi fu la storia della torre di Babele che tutti conosciamo e nostro malgrado , oggi, il Dio Enki ha ancora il sopravvento.