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sabato 7 febbraio 2015

Fisici simulano il viaggio nel tempo

Martin Ringbauer e i suoi colleghi presso l'Università del Queensland di Brisbane(Australia) , hanno simulato quello che a loro dire è un vero è proprio viaggio nel tempo. Utilizzando fotoni , hanno cercato di riprodurre quelle che in genere vengono definite "Curve chiuse di tipo Tempo"(CTC). di fatto inviando fotoni lungo scorciatoie nello spazio-tempo, in grado di riportare un oggetto di nuovo ad un luogo e un tempo da cui era già passato!
Il  problema più grande alla fattibilità di questa teoria (non contraria alla relatività di Einstein), consiste nei paradossi che si verrebbero a generare( paradosso del nonno, secondo cui se vado indietro nel tempo e uccido mio nonno da giovane, questo non potrà procreare ed io non nascerò...). I fisici dell'università del Queensland per superare questo ostacolo , hanno fatto riferimento alla teoria di David Deutsch dell'Università di Oxford, che , dimostrando la natura probabilistica della meccanica quantistica, superò
brillantemente l'ostacolo.....
E' chiaro che, per ricreare della Curve chiuse tipo Tempo, occorrerebbe una enorme gravità, tipo un buco nero(e non risulta essercene in Australia!!), quindi la simulazione è dovuta avvenire secondo parametri diversi, ma che hanno portato a un risultato , a detta dei fisici, importante, dimostrando la fattibilità dell'esperimento. Diversi sono i critici dell'esperimento, che non ritengono siano stati rispettati i parametri tecnici per definire l'esperimento "riuscito". Su una cosa tutti sono daccordo però, la teoria di Deutsch,
mette in crisi quella che viene definita la crittografia quantistica ("La crittografia quantistica consiste in un approccio alla crittografia che utilizza peculiari proprietà della  meccanica quantistica nella fase dello scambio della chiave per evitare che questa possa essere intercettata da un attaccante senza che le due parti in gioco se ne accorgano"-Fonte WIKIPEDIA), in quanto le CTC consentirebbero ad un intruso di fare una copia perfetta della chiave quantistica senza rivelare la sua presenza.
La ricerca è stata descritta per primo in Nature Communications ed è ora disponibile sul server arXiv.

Fonti : ARXIV
          physics world